by

Giochi, Baretta: l’importanza di salvaguardare la salute pubblica

L’azione del governo nel contrasto al gioco d’azzardo“, è il tema dell’incontro tenutosi a Legnano che ha visto la partecipazione del sottosegretario al Mef con delega ai giochi Pier Paolo Baretta.

Durante il suo intervento il sottosegretario ha illustrato quella che è la situazione del fenomeno del gioco nel nostro paese riportando dati riferiti al settore.

Sul territorio nazionale si contano 100mila punti gioco, 400mila slot (Awp), 50mila Vlt. La spesa degli italiani nel gioco si aggira sui 90 miliardi: metà di questa somma proviene dalle macchinette. Il 75% del totale torna in vincite. Lo Stato lo scorso anno ha incassato 10 miliardi. Gli italiani che giocano mediamente sono 14 milioni: 11 milioni sono giocatori casuali, e 3 milioni quelli assidui. Le persone a rischio ludopatia sono circa 700mila.

Riferendosi all’aspetto contraddittorio del settore dei giochi, ovvero, “lo stato incassa mentre cresce il disagio sociale”, Baretta ha spiegato che per far fronte a questo problema, una delle prime azioni intraprese dal governo, è stata volta a combattere il gioco illegale, promuovendo quello legale. “Una strada giusta, che tuttavia aveva allargato la platea dei giocatori. In questo contesto è cresciuta una sensibilità sociale che, in assenza di una legislazione nazionale, ha deciso di tutelarsi seguendo la strada delle distanze dai luoghi sensibili. Tuttavia le distanze non riducono il gioco, bensì lo spostano dai centri alle periferie”.

La linea proibizionista non serve: il gioco non sparisce ma finisce per insinuarsi in canali incontrollabili.
Su questa questione abbiamo preferito tagliare l’offerta attraverso due provvedimenti: la riduzione del 35% delle slot, entro aprile del prossimo anno, da 400mila a 265 mila, abolendo completamente la loro presenza nei cosiddetti generalisti secondari (alberghi, rifugi alpini, spiagge) e ridurla drasticamente nei bar e nei tabacchi. Contemporaneamente, nell’arco di tre anni, riduciamo a 55 mila circa gli attuali 100mila punti gioco presenti in Italia. Oltre a questo, abbiamo introdotto la certificazione dei punti gioco, l’allentamento del tempo di giocata, la riduzione da 500 euro a 100 euro il massimo di soldi che si possono immettere. Abbiamo poi stanziato 50 milioni, che il Ministero della Salute affida alle diverse Regioni per prevenire e curare la ludopatia”, ha spiegato il sottosegretario.

E’ arrivato il momento di considerare la salute pubblica come priorità. “Abbiamo costruito un quadro di riferimento che modifica l’approccio complessivo dello Stato, pur essendo rimaste sospese alcune importanti questioni, come il gioco online, ad alto rischio soprattutto per i minori, e il gratta e vinci. Nel complesso, però, possiamo affermare che c’è stata un’inversione di tendenza: il governo, che in passato si è concentrato sugli effetti finanziari tralasciando quelli sociali, ora assume la salute pubblica come priorità”, ha concluso.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *