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Ludopatia. Cos’è, come prevenirla e riconoscere i sintomi

Dai tempi più remoti il gioco ha rappresentato una grande importanza per l’essere umano e la sua evoluzione. L’uomo si è sempre sentito attratto dal caso, dalle capacità mistiche di predire il futuro, infatti i Greci ed i Romani già scommettevano in diverse attività come frecce, dadi e altri sport.

Sebbene il gioco abbia svolto una funzione adattiva per l’uomo aiutandolo nella sua evoluzione come specie, oggigiorno molto spesso, questo cessa di essere considerato come un’attività divertente per convertirsi in un autentico problema che sfocia in un comportamento compulsivo che genera dipendenza,  la famigerata ludopatia.

Riteniamo che a prescindere dalla componente biologica della patologia, cosa di cui ci occuperemo più avanti, c’è molto che possiamo fare per mantenere il controllo necessario ed evitare di cadere nella trappola di  questa dipendenza, a volte cronica.

Sono molti coloro che pensano di sapere cos’è il gioco d’azzardo patologico, alcuni addirittura esprimono la loro opinione pubblicamente, in maniera erronea, ad esempio, sostenendo che chi ha maggiori disponibilità di denaro scommette di più e ha più probabilità di diventare ludopata.

Esistono molte credenze  intorno al tema. In questo articolo ci proponiamo di approfondire e chiarire  il significato di gioco d’azzardo patologico, come prevenirlo e come riconoscere i primi sintomi per trattarlo in tempo.

Cos’è il gioco d’azzardo patologico o ludopatia

Nelle prime edizioni del  DSM, il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, dell’American Psychiatric Association, il gioco d’azzardo patologico (Gap) appare nella categoria dei disturbi da dipendenza, distinto da quelli legati a sostanze come droga, alcool, ecc.

Secondo la definizione ufficiale presente nel DSM, “Il gioco d’azzardo patologico è un disturbo del controllo degli impulsi, che consiste in un comportamento di gioco persistente, ricorrente e maladattivo che compromette le attività personali, familiari o lavorative”.

Nella nuova edizione dello stesso manuale, DSM-V, il gioco d’azzardo patologico è stato riclassificato nell’area delle dipendenze (addictions) “per le similarità tra il GAP e le dipendenze da alcol e altre sostanze d’abuso”. In ambito clinico il disturbo non viene più chiamato “gioco patologico” ovvero “disordered gambling” (gioco problematico).

Disturbo di dipendenza

Come abbiamo già accennato, classicamente il GAP è stato concettualizzato come un disturbo del controllo degli impulsi. Tuttavia sempre più ricercatori sono inclini a considerarlo un comportamento di dipendenza, vediamo perché.

La cosa pericolosa del gioco d’azzardo è che mentre si gioca, si attivano nel cervello gli stessi sistemi di ricompensa che si attivano in seguito all’assunzione di droghe, producendo così comportamenti simili a quelli che si manifestano nei consumatori di sostanze stupefacenti.

Che cosa significa questo? Sostanzialmente che  gli effetti che si verificano nel cervello di un giocatore dopo aver effettuato una scommessa sono gli stessi che si verificano nel tossicodipendente dopo l’assunzione di una dose. In particolare, viene rilasciata dopamina nel “nucleus accumbens”, provocando una piacevole sensazione che però  non dura a lungo.

“I premi in denaro nell’attività di gioco producono un’attivazione cerebrale molto simile a quella osservata in un cocainomane che ha assunto una dose”.

Una cosa da sottolineare è che, anche senza la necessità di usare sostanze chimiche o droghe, il corpo reagisce allo stesso modo. E questo è qualcosa che accade a tutti, qualcosa che non possiamo evitare, si tratta fondamentalmente di una reazione neurobiologica. La prova di tutto ciò è che si possono sviluppare sintomi di astinenza che si verificano attraverso la dipendenza da alcune droghe.

Ad ogni modo, sviluppare o meno la dipendenza dal gioco dipende da noi stessi.

Ad esempio, la dipendenza ha più probabilità di manifestarsi se abbiamo un parente stretto alcolista, il che rende chiaro che esiste un legame ereditario nello sviluppo del disturbo. Inoltre sono state riscontrate anomalie neurobiologiche nei pazienti con problemi di gioco a livello dei neurotrasmettitori, ma questo è qualcosa che va al di là degli obiettivi di quest’articolo.

Secondo queste informazioni è chiaro che esiste una componente biologica legata alla ludopatia e che questa presenta diverse analogie con la tossicodipendenza.

I sintomi

Secondo il DSM-V, devono verificarsi almeno quattro dei sintomi, che andremo ad elencare, per  diagnosticare la dipendenza dal gioco d’azzardo. Naturalmente non stiamo parlando di certezze matematiche, perciò ognuno di voi sarà in grado di valutare se possiede qualcuno di quelli che descriveremo decidendo di conseguenza di affidarsi ad uno specialista.

  • Avvertite l’esigenza di puntare somme di denaro sempre più alte per raggiungere l’eccitazione desiderata.
  • Vi sentite nervosi o irritati quando state tentando di limitare o uscire dal gioco.
  • Avete compiuto ripetuti sforzi per controllare, ridurre o lasciare il gioco, ma sempre senza successo.
  • La vostra mente è sempre rivolta al gioco e alle scommesse (Es . immaginate di continuo di rivivere le ultime giocate, pianificate la vostra prossima scommessa, pensate a diversi modi per ottenere il denaro necessario per poter giocare).
  • Scommettete più spesso quando provate sentimenti di inquietudine ( impotenza, sensi di colpa, ansia, depressione) .
  • Dopo aver perso soldi al gioco, continuate a giocare per provare a vincere e “recuperare” le perdite.
  • Mentite per nascondere il vostro coinvolgimento nel gioco.
  • Avete perso una relazione significativa, o compromesso il vostro lavoro o la vostra carriera professionale a causa del gioco
  • Vi appoggiate a terzi al fine di ricevere i soldi necessari per riparare la disastrosa situazione economica in cui vi trovate a causa del gioco d’azzardo.

Se si manifestano quattro o più di questi sintomi, é importante prendere in considerazione l’idea di richiedere aiuto.

Da giocatore sociale a giocatore patologico

Come si passa dall’essere un giocatore sociale al diventare un giocatore problematico? Prenderemo in considerazione  le tre fasi di progressione del gioco d’azzardo patologico di Custer.

Fase vincente: é caratterizzata dal gioco occasionale, dal quale riuscite ad ottenere qualche piccola vincita che aumenta la vostra autostima e il vostro ottimismo. Giocate al solo scopo di divertirvi, rilassarvi, alleviare momenti di tensione. Secondo Custer questa fase durerebbe dai 3 ai 5 anni, trascorsi i quali si manifesta un aumento progressivo dell’attività di gioco e dell’investimento sia economico che psicologico che riversiamo su questo.

Fase perdente: il gioco da “sociale” comincia a diventare “solitario”. Aumenta la frequenza con cui ci si dedica al gioco e di pari passo la quantità di denaro spesa nell’attività. Aumentano le perdite e i debiti. Si comincia a perdere il controllo del proprio comportamento insieme al deterioramento dei rapporti familiari e sociali. La mancanza di denaro da destinare al gioco porta la persona a chiedere dei prestiti. In questa fase si innesca un fenomeno chiamato “inseguimento delle perdite”.

Fase della disperazione: la persona perde completamente il controllo del proprio comportamento di gioco e arriva persino a commettere atti illegali, si isola ancora di più socialmente, può arrivare al tentativo disperato del suicidio.

Manifesta irritabilità, attacchi di panico, fantasie di fuga, alterazioni degli stati umorali.

EPIDEMIOLOGIA

La maggior parte dei pazienti che chiedono aiuto sono adulti di mezza età, ragion per cui si è  sempre pensato che fosse la fetta di popolazione più colpita. Tuttavia, da recenti studi e ricerche sul tema, si è riscontrato un allarmante aumento di casi tra gli adolescenti. L’aumento è stato causato da una maggiore accessibilità ai bookmakers (online) e da una maggiore consapevolezza sociale che permette di riconoscere il problema e l’importanza di chiedere aiuto.
La dipendenza si manifesta più precocemente negli uomini che nelle donne, ma in entrambi i casi tende ad essere un cronica (permanente).

Trattamento

Alcuni specialisti sostengono che l’obiettivo della terapia dovrebbe essere il gioco controllato invece che basarsi sulla totale astinenza. Cioè, si deve fare in modo che il paziente non non smetta di giocare del tutto, ma piuttosto insegnarli una corretta modalità di approcciarsi all’attività.

A volte per i ludopati cronici, si ricorre ad alcuni farmaci beta-bloccanti. Altri farmaci utilizzati per il trattamento del gioco d’azzardo patologico sono quelli ricaptatori della seratonina (SSRI) come il famoso Prozac, usato per il trattamento della depressione, stabilizzatori dell’umore (per evitare l’euforia), neurolettici atipici e antagonisti degli oppiacei.

Il trattamento deve adattarsi alle caratteristiche del giocatore. Se questi presenta il problema della ricerca di sensazioni, dovrebbe sostituire l’attività  di gioco con un’ altra rischiosa ma che non comporta pericoli per il soggetto o per la sua famiglia, per esempio.

In molti casi il paziente richiede una consulenza per un disturbo associato (depressione, ansia, ecc) ed in tal modo  il problema del gioco d’azzardo non viene trattato. Ciò  fa sì che il soggetto non presenti alcun miglioramento in nessuno degli ambiti trattati.

Esiste una vasta gamma di terapie che il terapeuta può scegliere per ogni singolo caso: cognitive, comportamentali, terapie farmacologiche o gruppi di auto-aiuto. Ad ogni modo, sarà lo specialista a valutare quale tra queste potrà rivelarsi più efficace per poter trattare il paziente.

Come prevenire la ludopatia?

Ciò che è importante è imparare a prevenire i comportamenti compulsivi legati al gioco d’azzardo patologico. Come si suol dire: prevenire è meglio che curare.

Ecco di seguito alcuni consigli:

Consideratelo un hobby. Molti giocatori compulsivi hanno la convinzione che se dedicano abbastanza tempo al gioco d’azzardo, saranno in grado di cambiare la propria vita e diventare milionari. Ovviamente si tratta di credenze illusorie che conducono alla dipendenza dal gioco. Nessuno si arricchisce con questo, il 99% dei gamblers sono perdenti. Consideratelo come un hobby, come può esserlo la lettura, il cinema, andare in bici, ecc.

A diventare ricchi sono solo gli operatori, tenetelo chiaro fin dal primo giorno. Se qualcuno vi dice che sta diventando ricco col gioco, è perché si trova ancora nella prima fase di Custer cui abbiamo accennato sopra. Prestategli  aiuto prima che cada nella trappola del gioco d’azzardo patologico.

Stabilite  un tempo. Organizzate il vostro tempo, stabilite un orario: mezz’ora, un’ora o due ore, ma non esagerate. Né smettete di fare altre cose per dedicarvi al gioco. Se questo accade, cominciate a pensare che qualcosa sta andando storto.

Limitare l’accesso ai siti specializzati Chiaramente, se avete una pagina di scommesse come predefinita nel browser, vi risulterà difficile dedicarvi ad altre cose mentre siete davanti al PC. Il computer permette di svolgere infinite attività, lo stesso vale per il  mobile. L’ ideale è che non salviate i siti di scommesse nei preferiti, ma che accediate a questi coscientemente. Altrimenti ogni volta che vi connetterete a Internet dovrete evitare di giocare, e non si tratta di questo, si tratta di giocare quando si ha voglia. Non lasciate che il gioco vi domini.

Parlate con la vostra famiglia del vostro hobby. Per caso, non scambiate mai opinioni su film, libri, con i vostri familiari o amici? Bene, non nascondete nemmeno la vostra passione per le scommesse sportive. Non vedranno niente di male se si tratta solo di un hobby che non presenta motivi di preoccupazione.

Non puntate più soldi di quanto dovreste.

Non nascondete il problema. Se qualcuno si accorge che in voi c’è  qualcosa non va, non negate il problema. Staccate  per un paio di settimane dal gioco, e  imparate a scommettere in modo controllato.

Come abbiamo visto in precedenza, l’astinenza totale non è la soluzione giusta, ma nella maggior parte dei casi il trattamento è concepito sulla base della ristrutturazione dei nostri pensieri e comportamenti, al fine di giocare in modo consapevole.

Per concludere

Anche se oggi giorno vi è una maggior consapevolezza di questo problema, per molti risulta ancora sconosciuto, soprattutto per i giovani che si cimentano nel gioco con una credenza del tutto illusoria che  ben presto entreranno nel circolo vizioso di perdite significative di denaro;  anche molti padri e madri di famiglia sono coinvolti in questa dipendenza che porterà al fracasso sociale, lavorativo, familiare e al fallimento economico.

Ciò che ci sentiamo di dire è che  la migliore arma per prevenire qualsiasi tipo di dipendenza è la cultura, l’ informazione.

Fonti bibliografiche

http://www.giochidislots.com/it

http://www.poissonpicks.com/es/

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