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Ludopatia: perchè i numeri non corrispondono alla realtà.

Gioco d’azzardo e dipendenza patologica: ed è subito allarme sociale. Un quadro complesso e difficile da analizzare che si traduce in analisi e dati approssimativi senza un riscontro effettivo con quella che è la realtà. 12.376 è il numero dei pazienti in trattamento che presentano disturbi da gioco d’azzardo, secondo i dati raccolti dal Ministero della Salute. Tra i 302mila e 1milione e 300mila, i giocatori patologici adulti risultanti dai dati Eurispes del 2009.

Nel nostro paese è difficile avere un quadro esaustivo della situazione per la mancanza di studi approfonditi che possano attestare la reale incidenza del fenomeno. Nella Relazione Annuale al Parlamento su droga e dipendenze 2015, inviato dal Ministero della Salute, emerge che: “Non vi sono dati statistici completi ed esaurienti sulle persone che soffrono di questo disturbo, anche perché il confine tra il comportamento fisiologico, che viene cioè considerato come attività ricreativa e piacevole ed accettata socialmente e quello francamente patologico, non è sempre ben delineato e passa attraverso uno stato intermedio, il cosiddetto gioco d’azzardo problematico, caratterizzato da un aumento del tempo e delle spese dedicati al gioco con vincite in denaro, con comportamento a rischio per la salute e necessità di diagnosi precoce ed intervento”.

Attualmente esistono solo due stime riguardanti la diffusione del fenomeno nella nostra nazione. Quella di Eurispes, risalente al 2009, secondo cui “in Italia il gioco d’azzardo coinvolge fino al 70-80% della popolazione adulta (circa 30 milioni di persone). La popolazione italiana è stimata in circa 60 milioni di persone, di cui il 54% ha giocato d’azzardo con vincite in denaro almeno una volta negli ultimi 12 mesi. La stima però dei giocatori d’azzardo ‘problematici’ (cioè di coloro che giocano frequentemente investendo anche discrete somme di denaro ma che non hanno ancora sviluppato una vera e propria dipendenza patologica pur essendo a forte rischio evolutivo) varia dall’1,3% al 3,8% della popolazione generale (da 767.000 a 2.296.000 italiani adulti) mentre la stima dei giocatori d’azzardo ‘patologici’ varia dallo 0,5% al 2,2%(da 302.000 a 1.329.00 italiani adulti)”.

La stima proveniente dal Ministero della Salute, secondo cui si contano 12.376 pazienti affetti da disturbo da gioco d’azzardo in trattamento. Tale dato, trasmesso a Vita.it dal Ministero della Salute, è stato aggiornato nel giugno 2015.

Le difficoltà di poter contare su dati e statistiche ben definite sono legate a diversi fattori. Innanzitutto c’è da considerare il fatto che non sempre il giocatore patologico si rivolge ai Sert per ricevere aiuto, per paura di uscire dall’anonimato, o perché, pregiudizialmente, la struttura è considerata come “ricovero” esclusivo per tossicodipendenti e alcolisti. Inoltre c’è da prendere in considerazione i gruppi di Giocatori Anonimi, in Italia ne sono presenti 90, e sono frequentati da 2500 persone.

Ma al di là dei rapporti numerici finora stilati, il volume dei giocatori d’azzardo patologici sarebbe probabilmente più realistico se venissero presi in considerazione altri elementi, non strettamente legati al servizio pubblico. Esistono giocatori che si affidano ai professionisti privati della salute mentale (psichiatri, psicologi e psicoterapeuti) per curare la loro patologia, coloro che si rivolgono ai medici di base, coloro che vengono sostenuti dagli assistenti sociali o dagli avvocati per problemi connessi ai debiti di gioco. Infine quelli che si rivolgono ad associazioni di volontariato che si occupano di supporto diretto ai giocatori patologici.Purtroppo tali professionisti ed associazioni sono privi del mandato utile a rendere conto del numero di soggetti coinvolti nel fenomeno. Ragion per cui i dati e le statistiche legate alla patologia potrebbero fornire un ritorno più esaustivo di quella che è effettivamente la realtà.