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Sigma 2018, La Rosa: “Vi spiego il Decreto Dignità e il vulnus del BAN ADV sul gioco”

Rodolfo La Rosa, avvocato dello studio Baker and McKenzie, è intervenuto al panel organizzato da Gn Media/Gioconews.it tenutosi al SiGma di Malta dal titolo “Change is on the cards – Italy’s decision to ban gambling advertising”. L’avvocato ha parlato del contrasto del divieto di pubblicità al gioco, con le leggi dell’Unione Europea.

Tra gli aspetti salienti analizzati anche quelli sul divieto di pubblicità, con un focus sul Decreto Dignità, in vigore dallo scorso 12 agosto. Secondo l’ormai celeberrimo Articolo 9.1, in Italia è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con premio in denaro nonché a giochi d’azzardo, in qualsiasi modo effettuata e tramite qualsiasi mezzo: “Fatta salva l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge italiana – spiega La Rosa – chiunque violi il divieto deve essere sanzionato con una sanzione amministrativa pari al 20% del valore della pubblicità. Una cifra non inferiore a 50mila euro a violazione”.

Per quel che riguarda le esenzioni l’avvocato ha spiegato lucidamente che il divieto, con le sue sanzioni, non si applica in due casi: a qualsiasi forma di pubblicità relativa alla lotteria nazionale e agli accordi in corso di esecuzione dall’entrata in vigore del Decreto, legittimi fino al termine naturale fissato al prossimo 11 luglio. Un anno dopo, cioè, l’entrata in vigore del Decreto.

 

La Rosa ha parlato anche dell’articolo 9.6 bis, quello che fissa “entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione (entro il 12 febbraio 2019), il Governo proporrà una riforma generale del regolamento sui giochi pubblici, in grado di 1. assicurare l’eliminazione dei rischi connessi il disturbo del gioco compulsivo; 2. contrastare il gioco d’azzardo illegale e le frodi contro le amministrazioni fiscali; e 3. in ogni caso, assicurando almeno la stabilità delle entrate rilevanti per lo Stato”.

Esiste, però, qualche vulnus giuridico? La Rosa con coerenza ha esplorato la legge europea in materia: “Anzitutto potrebbe esistere la mancata notifica alla bozza di decreto legge della Commissione europea e conseguente violazione dell’Articolo 5 della Direttiva Europea 2015/1535, quella che prevede – spiega – che gli Stati membri comunichino immediatamente alla Commissione qualsiasi progetto di regolamento tecnico. Potrebbe essere anche eccepita una violazione del diritto di stabilimento e prestazione di servizi di cui agli Articoli 49 e 56 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea. Infine potrebbe essere eccepita la violazione del principio più volte affermato dalla Corte di giustizia dell’U.E: secondo quest’ultima le restrizioni alla libertà di mercato devono essere necessarie, proporzionate e giustificate.

Il divieto di qualsiasi forma di pubblicità “indiretta” ’dovrà conciliarsi anche con le disposizioni degli Atti di Convenzione in essere con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli italiana, tra cui l’obbligo per gli operatori autorizzati di svolgere l’attività di commercializzazione [dei giochi con licenza] esclusivamente attraverso il / i canale /i prescelto/i e di svolgere attività di informazione ai consumatori, per quanto riguarda i regolamenti dei giochi, le condizioni di offerta nonché la tutela del gioco lecito e la promozione del gioco sicuro, legale e responsabile”, prosegue La Rosa, il quale ha concluso il suo intervento con un palese ottimismo sul futuro, nonostante una situazione critica perché ci si aspetta una disciplina specifica dell’AGCOM che possa mettere in luce e risolvere alcune criticità ancora oggi individuabili nel Decreto Dignità.

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