by

Vietati gli scacchi perchè sono “opera del diavolo”

La più alta autorità religiosa e ultraconservatrice dell’Arabia Saudita, attraverso il Gran Mufti del Regno, lo sceicco Abdulaziz al-Sheikh, ha vietato gli scacchi perché incoraggiano il gioco d’azzardo, oltre ad essere “una perdita di tempo”

Lo sceicco Abdulaziz al-Sheikh, ha partecipato ad un programma televisivo per rispondere ad alcune domande del pubblico su questioni relative alla religione islamica. Gli è stato chiesto cosa pensasse sul gioco degli scacchi e il Gran Mufti dell’Arabia Saudita ha affermato che è un gioco antireligioso, un’ “opera del diavolo che incoraggia il gioco d’azzardo”.

Secondo l’intervista, riportata dal The Guardian, ha aggiunto che “è uno spreco di tempo e denaro e causa inimicizia e odio tra i giocatori”. Inoltre “impedisce di dedicarsi alle preghiere quotidiane ed è un modo per guadagnare soldi senza merito”, ha continuato.

Abdulaziz al Sheikh, ha cominciato questa “crociata” in un programma televisivo del quale si è servito per promulgare editti religiosi sugli aspetti della vita quotidiana.

“Rende povero il ricco e ricco il povero”, ha dichiarato Abdulaziz equiparando gli scacchi al gioco d’azzardo proibito nell’Islam. Per spiegare il divieto, il religioso ha citato un versetto del Corano che proibisce “gioco d’azzardo, idolatria e divinazione”.

La notizia era già comparsa online lo scorso dicembre, ma è solo ora che ha cominciato ad attirare l’attenzione del pubblico.
Poiché è una delle più alte autorità rappresentative della legge in Arabia Saudita, queste sue dichiarazioni sul gioco degli scacchi, hanno carattere legislativo, anche se non ha avuto delle conseguenze giuridiche. Il governo dell’Arabia Saudita dovrà decidere se vietare o meno definitivamente il gioco degli scacchi nel regno.

Anche l’ Ayatollah Ali al-Sistani, la più alta autorità sciita in Iraq, alcuni anni fa aveva stabilito alcune normative che vietavano il gioco degli scacchi.

Di fronte alle dichiarazioni dello sceicco, il presidente dell’Associazione Scacchi dell’Arabia Saudita, Bin Mousa Thaily, ha dimostrato le sue perplessità, dal momento che la norma può “entrare in vigore o meno, a seconda della reazione del pubblico”
Se diventa un atto giuridico a tutti gli effetti, Bin Thaily teme che si instauri un giro di vite nei confronti dei giocatori, inoltre afferma che “sia molto probabile che la polizia, soprattutto quella religiosa, intraprenda vie legali”..

Attraverso Twitter, alcuni membri dell’Associazione Scacchi, hanno espresso la loro sorpresa e diffuso fotografie delle partite e dei tornei che spesso si svolgono nel paese. Proprio qualche giorno fa si è svolta una gara alla Mecca.

Quando gli eserciti musulmani conquistarono la Persia nel 651, dopo la morte di Maometto, la legalità del gioco era ancora in dubbio. Alla fine venne concesso il permesso di praticarlo ma solo ad alcune condizioni, come ad esempio evitare le scommesse, le bestemmie, e non confrontarsi con l’avversario durante la partita.